Riflessioni

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Riflessioni

Category : stationery

Iniziai a praticare Ju Jitsu una sera del ’90: palestra e persone nuove, sport mai provato, pensavo potesse piacermi ed ho deciso di iscrivermi. In una delle prime lezioni a cui ho partecipato si sono svolti degli esami di passaggio di cintura e mi colpì la domanda che il Maestro fece all’esaminando….. “cos’è il Ju Jitsu?” A quel punto l’allievo, senza esitazione, rispose che era uno “stile di vita”. “Uno stile di vita?” La risposta mi stupì parecchio e subito pensai: “Ma questi sono pazzi! Fare di uno sport uno stile di vita è assurdo!! Non vivi tutto quel tempo in palestra…”

Il tempo passava e mi appassionavo sempre di più; praticai assiduamente e con molto impegno, cosicché in pochi anni la mia cintura bianca si colorò prima di giallo poi di arancione, di verde di blu, di marrone ed infine di nero! Impegno, dedizione, soddisfazioni, amici, esami, alcuni anni in Nazionale Italiana… Il tempo passava, imparavo nuove tecniche e difese, miglioravo in precisione, prontezza, conoscenza e gestione del mio corpo, del mio essere e della mia persona.

Da quella sera sono passati più di vent’anni, e oggi mi trovo a insegnare nella palestra che il mio Maestro mi ha lasciato. Ora sono io a chiedere ai miei allievi cosa sia il Ju Jitsu e dentro di me, ogni volta, confermo a gran voce che “è uno stile di vita”. E’ stato una lunga avventura, ma davvero il Ju Jitsu abbraccia tutta la vita di chi lo pratica.

Il JU JITSU è l’impegno e la forza interiore con cui si affrontano le situazioni.

Il JU JITSU è il sapere aspettare, la pazienza che serve in momenti particolari della vita.

Il JU JITSU è la razionalità di una scelta.

Il JU JITSU è serietà, unione, condivisione e divertimento.

Insegnare Ju Jitsu è tutt’altro che semplice, bisogna avere la capacità di infondere sicurezza e credibilità nell’ allievo e nella figura del Maestro. Insegnare Ju Jitsu richiede dedizione, passione, energia. Questo è quanto ho appreso dal mio Maestro Cesare; ora tocca a me proseguire il cammino studiare con i miei allievi facendo progredire e proseguire l’arte.

Grazie Cesare.

Francesca


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